Io, Salvador Manero, salgo al potere
Io, Salvador Manero, in data 23 Ottobre 2006, in piena salita al potere del Taralluccistan, prendo possesso delle mie facoltà mentali e mi candido alla Presidenza dello Stato del Taralluccistan, quindi visto che ho eliminato tutti i miei avversari, divengo Presidente democraticamente eletto.
E' inutile che blaterate. Vi risparmio la noia delle ore di viaggio per giungere a votare all'unica sede elettorale disponibile, giusto sotto casa mia, a fianco del panettiere Carrera, mio primo e grande sostenitore. Sarai il mio vicepresidente, o carissimo Igor. Le tue pagnotte sono le migliori.
Giusto perché lo sappiate, la porta della sede elettorale é direttamente sotto il tiro della mia fionda a raggi ultrasonici, in più ho giusto parlato con Dio che mi ha detto che chi andrà a votare vedrà chiudersi i cancelli del paradiso. Lo so, é metaforicamente troppo difficile perché possiate capirlo. Ho chiesto infatti delucidazioni, ma Dio aveva Bush sull'altra linea, perciò ho dovuto agganciare.
Vi risparmio il fastidio di spermervi le meningi per scegliere se tracciare un "ICS" come firma sulla vostra condanna a morte o sulla scheda elettorale, vi risparmio le noiose consultazioni elettorali, vi risparmio fastidi, noie e dubbi, nonché problemi, domande e questioni.
A breve inizierò il mio breve discorso elettorale, sperando che la mia penna non mi tradisca. Io sono lo Stato, lo Stato e mio e decido io e se mi girano i maroni, mi prendo tutto il mondo e anche lo spazio. Ma la panetteria Carrera non si tocca. Igor, faremo delle tue pagnotte il primo prodotto nazionale. E il mondo non é abbastanza. Ricordatelo, il Taralluccistan é cosa nostra.
Recluteremo anche un professore di grammatica. Ancora non ho ben capito se il nostro Stato si dice Taralluccistan o Tarallucistan? Scelgo la seconda, in verità, al massimo poi ci compriamo una C. Qualche pagnotta dovrebbe bastare.
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